Boston – More than a feeling

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Non sempre i rocker scoprono da giovanissimi la loro vera strada. Tom Scholz (all’anagrafe Donald Thomas Scholz) è un ragazzino che ama la pallacanestro e soprattutto la tecnologia e le invenzioni. Dopo essersi laureato al prestigioso Massachusetts Institute of Technology (MIT), comincia a lavorare come product designer presso la Polaroid. Solo allora inizia a studiare nel dopo lavoro, da autodidatta, chitarra, basso e organo. Un giorno, come accadeva spesso negli anni 60 e 70, risponde a un annuncio del chitarrista Barry Goudreau che cercava un tastierista. Inizia così la “seconda” carriera di Scholz, anche se arrivare al successo planetario di “More than a feeling” non sarà facile. Esperto di tecnologia, Scholz decide di costruire in un seminterrato un suo studio di registrazione ma si scontra con la tecnologia dell’epoca, che non è ai livelli da lui desiderati. Così decide di completare lo studio con apparecchiature inventate da egli stesso e inizia, insieme all’amico Barry Goudreau, al batterista Jim Masdea e al cantante Ron Patti (della band “Boston Cream”) a registrare dei demo da cui poi nasceranno i brani del loro primo album. I primi nastri vengono rifiutati dalle case discografiche. Un secondo set di registrazioni, con Scholz alla chitarra ed il nuovo cantante Brad Delp, cattura l’attenzione dei dirigenti della Epic Records, che però chiedono la sostituzione del batterista con Sib Hashian e per completare la formazione, viene ingaggiato il bassista Fran Sheehan. Così finalmente “More than a feeling”, una canzone che Scholz aveva composta quasi 5 anni prima, potè essere incisa diventando in breve un enorme successo e un classico della musica rock, anche grazie al lavoro del manager del gruppo che girò tutti gli Stati Uniti per far trasmettere il disco nelle radio, un media che all’epoca poteva davvero decretare il successo di una canzone. Nel corso degli anni il disco ha venduto oltre 17 milioni di copie e la canzone è servita da ispirazione per la celebre “Smells like a teen spirit dei Nirvana, sebbene Kut Cobain stesso abbia ammesso solo anni dopo la somiglianza fra le due canzoni, vista la grande distanza musicale fra le due band.
La canzone è stata inserita nel famoso gioco musicale Guitar Hero e nel film Madagascar 2. Viene interpretata in una puntata della serie televisiva Scrubs – Medici ai primi ferri, e nel 2009 è stata citata nel film L’uomo che fissa le capre come una delle canzoni che che aiutavano Lyn Cassady (interpretato da George Clooney) a entrare nello stato di trance adeguato per la chiaroveggenza. È stata inoltre inserita nella colonna sonora del film e nei titoli di coda.
Autori: Tom Scholz
Anno di pubblicazione: 1976

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