Led Zeppelin – Stairway to Heaven

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Una delle canzoni-simbolo degli anni 70 e una delle più famose nella storia della musica rock, annoverata al 31º posto nella lista delle 500 migliori canzoni di sempre secondo la rivista Rolling Stone e addirittura votata dai lettori del Melody Maker, prestigiosa rivista inglese, come la migliore canzone della storia del rock, insieme a Bohemian Rhapsody dei Queen. Inclusa nel quarto album della band uscito nel novembre del 1971, capolavoro e allo stesso tempo ultimo grande album dei Led Zeppelin, in realtà la canzone ha avuto una genesi molto lunga, perché l’idea del gruppo era di creare qualcosa di davvero unico. I Led Zeppelin iniziarono a pianificare la canzone all’inizio del 1970, quando decisero di creare una nuova, epica canzone che sostituisse “Dazed and confused” come fulcro dei loro concerti. Jimmy Page avrebbe lavorato sulla canzone in uno studio a 8 tracce che aveva installato nella sua casa galleggiante a Pangbourne, un paesino sul Tamigi nella regione del Bershire, provando diverse sezioni della canzone sulla chitarra. Entro aprile disse ai giornalisti che la loro nuova canzone avrebbe potuto essere lunga 15 minuti e la descrisse come qualcosa «costruita per crescere fino a un climax finale» e dove la batteria di John Bonham sarebbe entrata solo dopo qualche tempo. Nell’ottobre 1970, dopo circa 18 mesi di costante lavoro, la canzone prese forma. Jimmy Page suonò la canzone, ancora senza testo, ai compagni del gruppo, a Headley Grange, una antica fattoria che sorge nei pressi di Headley nell’East Hampshire, conosciuta per essere stato il luogo di registrazione di gruppi come Genesis, Bad Company e appunto i Led Zeppelin. Headley Grange era un palazzo enorme, vecchio, polveroso senza elettricità ma un’ottima acustica e molte band vi si recavano per concentrarsi e comporre in pace, visto che le uniche distrazioni erano le pecore e altri animali selvatici. Robert Plant ha ricordato che scrisse i testi in un lampo di ispirazione e col cosiddetto metodo della “scrittura automatica”, il processo di scrittura di frasi che non arrivano dal pensiero cosciente, può avvenire in stato di trance, oppure in maniera cosciente ma senza la consapevolezza di quello che si sta scrivendo: «Avevo in mano una matita e davanti un foglio di carta e per qualche motivo ero di pessimo umore. Poi tutto ad un tratto la mia mano cominciò a scrivere le parole, “c’è una signora che è sicura che tutto ciò che luccica è oro / e lei sta comprando una scala per il paradiso”. Appena vidi quelle parole che non mi ero neanche accorto di scrivere quasi caddi dalla sedia». Plant è stato interrogato per tutti gli anni ‘70 riguardo al significato del testo, ma ovviamente come ogni vero artista non ne ha mai voluto dare una spiegazione. Senz’altro fu ispirato dalla sua ricerca della perfezione spirituale essendo sempre stato affascinato dal misticismo, dalle vecchie leggende inglesi e dalla cultura celtica. All’epoca della composizione della canzone era immerso nella lettura di Magic Arts in Celtic Britain di Lewis Spence e de Il Signore degli anelli di J.R.R. Tolkien. L’influenza di Tolkien può essere forse ravvisata nella frase, «nei miei pensieri ho visto anelli di fumo attraverso gli alberi», che potrebbe essere un riferimento agli anelli di fumo soffiati dal mago Gandalf; c’è anche una correlazione tra la signora nella canzone e Galadriel, la Regina degli elfi, che vive nella foresta d’oro di Lothlorien. Nel libro, tutto quello che brillava attorno a lei in realtà era oro, come le foglie degli alberi nella foresta. Comunque, a parte queste ispirazioni letterarie, è indubbio che il testo di Stairway è pieno di passaggi criptici e di difficile interpretazione, legati all’esoterismo, alla dualità tra bene e male e ai contatti tra il nostro mondo e il mondo dei morti. Del resto la passione dei Led Zeppelin per l’occultimo è cosa nota, lo stesso Jimmy Page acquistò nel 1970 la celebre Boleskine House, sulla riva orientale del lago di Loch Ness, quella meno frequentata dai turisti, appartenuta ad Aleister Crowley, esoterista, astrologo e scrittore, considerato il fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per molti sedicenti satanisti; inoltre tra il 1976 e il 1979, Page ha persino aperto una libreria a Londra, la Equinox, dedicata all’occulto. La canzone è inoltre spesso stata indicata tra gli esempi più evidenti di presunti messaggi satanici rilevabili ascoltandola al contrario, cosa che Plant ha sempre ovviamente negato. Il titolo potrebbe essere tratto dal film Scala per il paradiso del 1946 (A Matter of Life and Death), uscito nelle sale negli Stati Uniti con il titolo Stairway to Heaven; il primo riferimento conosciuto di una scalinata verso il paradiso si trova nella Bibbia, nel libro della Genesi: «Fece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala». In un’intervista il chitarrista Jimmy Page ha affermato: «Stairway to heaven ha cristallizzato l’essenza della nostra band. Aveva tutto e ci ha rappresentato al meglio. È stata una pietra miliare. Ogni musicista vuole fare qualcosa di duraturo, qualcosa che rimarrà a lungo nel tempo. Noi lo abbiamo fatto con Stairway». Lunga oltre 8 minuti – ma dal vivo la lunghezza arrivava anche a raddoppiare – è una delle canzoni più richieste dalle stazioni radio negli Stati Uniti d’America, nonostante non ne sia mai stato fatto un singolo. La prima esecuzione live fu a Belfast il 5 marzo 1971; l’Irlanda del Nord all’epoca era una zona di guerra ed era in atto una rivolta nelle strade vicine. John Paul Jones ha detto in un documentario che quando l’hanno suonata, il pubblico non ne fu particolarmente colpito, in quanto avrebbero voluto ascoltare qualcosa di più conosciuto, come “Whole Lotta Love”. La canzone ebbe un’accoglienza migliore quando la band fece un tour negli Stati Uniti. In Led Zeppelin. La biografia definitiva di Ritchie Yorke, Jimmy Page ha detto che suonarono la canzone in uno show di agosto 1971 al Forum di Los Angeles: «non dico che tutto il pubblico ci ha fece una standing ovation, ma quasi, e ho pensato “questo è incredibile, perché nessuno ancora la conosce. Questa è la prima volta che la sentono!” Ovviamente ne erano stati toccati, così capii che ci doveva essere proprio qualcosa in quella canzone». Uscendo dai canoni classici della canzone dell’epoca, sia per durata che per struttura, il brano include tutti gli elementi dello stile dei Led Zeppelin, unendo senza soluzione di continuità un inizio acustico e dalle venature folk a passaggi hard rock, con un assolo di Page considerato il migliore mai eseguito dalla rivista Guitar World. Lo spartito di Stairway to Heaven è uno dei più venduti nella storia del rock: le copie acquistate sono infatti oltre un milione. Nonostante l’enorme successo del brano, Robert Plant nel 1988 ha dichiarato che suonare Stairway to Heaven a diciassette anni di distanza dalla pubblicazione non fa più per lui e che gli verrebbe l’orticaria se dovesse eseguire la canzone in ogni concerto («I’d break out in hives if I had to sing that song in every show»).

Autori: Page / Plant
Anno di pubblicazione: 1971

1 Commento

  1. Wowooo quanta emozione può dare una canzone un LP completo una singola parola questo è musica costruire un qualcosa che cresce dentro in ognuno di noi ed esprimerlo in musica grazie x aver ricordato questa ricorrenza e grazie alla più grande Rock Band di sempre

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